Diario di Bordo: tappa n. 31

La trentunesima tappa del Diario di Bordo vede oggi salire “in navicella” Claudio Marcaccio, speaker della nostra Serie A. Claudio ha iniziato casualmente a giocare a pallavolo da piccolo e da lì è stata vera e propria passione; di Grotta è stato atleta, allenatore, speaker, girava i punti del tabellone quando necessario, aiutava nelle trasferte. Per qualche anno, poi, si era allontanato dal campo ma, si sa, al cuore non si comanda ed è tornato nuovamente come speaker, colui che ogni partita casalinga dà voce al palazzetto incitando tutti i nostri tifosi. Possiamo dire che quella tra Claudio e Grotta è una vera e propria storia d’amore tutta da scoprire; siete pronti, dunque, a leggerla insieme? Three, two, one… ignition!

 

Claudio: il volley a 360 gradi

Caro diario,

sai da quant’è che sono immerso nel volley? Devi sapere che verso i 7/8 anni ho iniziato per puro caso il primo corso di propedeutica alla pallavolo organizzato da Grottazzolina e da lì è incominciata anche la mia passione; nel tempo ho giocato nei Campionati Giovanili, in Prima Divisione, in Serie C …
Ricordo ancora una partita rimasta storica: eravamo sul campo di San Benedetto del Tronto per la Finale Territoriale Under 16, ci allenava Mister Cardona e stavamo sotto 2 set a 0 … Ad un certo punto il coach fa togliere le scarpe a Luca Alici, gli fa provare un salto e gli chiede se riesce a farlo meglio; Luca annuisce ed è così che ci siamo ritrovati tutti in mezzo al campo senza scarpe! Hai capito bene … non so come ma grazie a ciò abbiamo ribaltato il risultato, pareggiando i conti nel computo dei set. Ci trovavamo avanti anche nel tie break (14-13) pregustando già la cena promessaci qualora avessimo vinto ma perdemmo ai vantaggi; che pianti tornando a casa!

Per aiutare Mister Cardona, Mister Scarduzio e Carlo Valeriani, in quanto serviva una mano come allenatore, iniziai quella che è stata davvero una bellissima esperienza: coach dell’Under 16, con cui ho vinto un Campionato Territoriale, e della Prima Divisione. Quante trasferte la Domenica mattina da poco maggiorenne: caricavo i ragazzi sul pulmino e si partiva!
Nel frattempo, per non farmi mancare nulla ihih, ho incominciato casualmente anche la mia avventura da speaker … iniziai proprio quando Grotta andò in Serie A: ogni partita era spettacolare, un vero e proprio tripudio con tantissimi tifosi e per le avversarie era davvero difficile giocare a casa nostra!
Sicuramente la squadra che tentò di andare in A1 fu una delle più forti (con atleti come Tomanoczy, Mosca, Patriarca, De Giorgi), magari la più forte che Grotta abbia mai avuto. Che match fecero a Porto San Giorgio nella gara casalinga della Finale Play-off per andare in A1 e che pubblico!
In quel periodo con Carlo Valeriani (Palle) facevo anche le trasferte: spesso, nei match esterni, tenevo la telecamera oppure mi collegavo al telefono con Radio Fermo 1 raccontando come andava la partita; emozioni stupende ed indimenticabili! Qualche volta partivo col pullman dei tifosi: che gare! Ricordo ancora il match a Gioia del Colle … diciamo che il pullman non ritornò a casa proprio intatto. L’unica trasferta che non feci fu proprio quella decisiva per la promozione in Serie A1 in cui perdemmo 3-2. Che sfortuna!

Con Grotta ho fatto di tutto e di più: il giocatore, l’allenatore, lo speaker, giravo il tabellone dei punti quando serviva, aiutavo nelle gare esterne e molto altro finché, ad un certo punto, ho deciso di smettere: sai con la famiglia, ed il lavoro che mi occupava tanto tempo, ho pensato fosse la soluzione migliore.
Dopo svariati anni, però, Salvatore Laconi e Claudio Bonini mi hanno visto speakerare un torneo organizzato al Castello di Grottazzolina, il Castle Volley, volto a far giocare e divertire ragazzi e ragazze del territorio così mi chiesero perché non riprendevo nuovamente in mano pure il microfono del palas, richiesta pervenuta poi anche da Valerio Finucci: e così è stato. Ti confesso che ricominciare dopo tanti anni è stato davvero strano ed emozionante: la prima volta mi tremavano le gambe e non ero sicuro di voler continuare ihih ma la passione era ed è davvero forte. L’anno scorso c’è stata la mia prima promozione, dato che Grotta è tornata in A2, e la prima Supercoppa! Che emozione!! Rivedere il palazzetto pieno di tifosi è stato un vero e proprio tuffo al cuore.
A proposito, sai che anche mio figlio Tommaso ha iniziato quest’anno a giocare a volley?! Si diverte davvero molto e non vede l’ora che arrivi la Domenica per guardare le partite.
Penso che la pallavolo nel tempo sia cambiata in aspetti come i ruoli, i timeout ma, in realtà, è sempre la stessa: il più forte fa tre attacchi e alla fine fa punto e vince; ovviamente anche la battuta è fondamentale!
Com’è avere Grotta in Serie A? E’ davvero uno spettacolo! Tutta Italia ci conosce grazie al volley e la pallavolo penso che, in una città come la nostra, abbia salvato e salvi tanti giovani: in settimana, infatti, oltre a pensare agli allenamenti, ricordo che con i miei compagni non vedevamo l’ora che arrivasse il sabato per giocare e poi andavamo tutti insieme a cena a Pizzazzolina con la settimana che terminava così per ricominciare da capo allo stesso modo. Quindi sì lo sport, per tanti e tantissimi aspetti, salva davvero.

Claudio