Diario di Bordo: tappa n. 59

La cinquantanovesima tappa del Diario di Bordo vede oggi salire in “navicella” Luigino Benedetti, dirigente societario della nostra M&G Scuola Pallavolo. Luigino si avvicina per caso, ma anche per curiosità, al mondo del volley e da quel momento la sua passione è esplosa ogni giorno sempre di più. Oggi vuole raccontarci come è nato questo grande amore, come vede l’Universo M&G, com’è avere una città come “Grotta” in Serie A svelandoci anche qual è, secondo lui, il fiore all’occhiello della nostra società ed altro ancora. Siete pronti a leggere tutto ciò che vuole dirci? Bene, partiamo … Three, two, one… ignition!

 

Luigino: quando dal caso nasce un grande amore

Caro diario,

sai quando è nata la mia passione per la pallavolo? Ricordo benissimo l’annata, il 2000 … come mai? Beh perché sino al 2000 abitavo a Porto San Giorgio (anno in cui mi sono trasferito a Grottazzolina) e sentivo parlare spesso del volley grottese essendo originario di quelle parti; mio cognato, tra l’altro, era uno dei dirigenti societari, quindi, sovente capitava che mi trovassi in qualche situazione conviviale col gruppo dirigenziale. Si parlava di pallavolo, vi erano giocatori, allenatori; stava nascendo in me la curiosità di entrare a far parte del mondo del volley. Contemporaneamente, abitando a Porto San Giorgio, seguivo spesso il basket che mi appassionava e divertiva molto.
Ricordo ancora un “particolare” che mi colpì molto: il 31 Dicembre 1999 su un giornale locale lessi questo titolo di un articolo “Millennium Videx” (l’allora Videx stava andando davvero forte)!
Le prime partite che seguii furono quelle dei Play-off sia in casa (abitavo ancora vicino al Palas di Porto San Giorgio) che a Forlì; le prime di una lunghissima serie poiché dopo non ne ho persa più nemmeno una! È da lì che è completamente partita la mia passione!


La pallavolo per me in generale riveste un ruolo importante, direi importantissimo. La nostra società rappresenta una vera e propria famiglia (e ti assicuro che non è un’esagerazione!): è composta da un gruppo di persone che nei momenti di difficoltà è sempre unito; riusciamo a fare gruppo stringendoci insieme e questo penso sia davvero importante! Anche quando c’è un problema, troviamo la via d’uscita dandoci sostegno e supporto a vicenda; spesso presentandoci alle nuove leve si fa riferimento alla  parola “famiglia”: credo che sia ciò che siamo veramente.
A proposito, il nostro fiore all’occhiello, come è giusto che sia in una società che punta in alto, è proprio il settore giovanile: penso davvero che la “ragione sociale” del volley debba essere lavorare sui giovani anche perché sono la base del movimento (tra l’altro i vertici della nostra società, e di tantissime altre, sono nati come piccoli atleti, ad eccezione di me che non ho mai giocato ihihih).
Avere una città come “Grotta” in Serie A è davvero “tanta roba”; quasi tutte le storie personali dei grottesi si accavallano in qualche modo con la società: chi magari, pur non trovandosi attualmente al Palasport, è stato segretario, chi ha aiutato in altro modo … tutti hanno un po’ contribuito a costruire questa meravigliosa favola! Ci sono quelli che trovi sempre al Palazzetto, che durante l’estate chiedono “cosa fate?”, chi il Lunedì discute su ciò che è successo la Domenica, chi il Sabato fa delle ipotesi sulla partita che si terrà il giorno dopo. La nostra realtà, in un paesino piccolo ma allo stesso tempo grande come Grottazzolina, rappresenta il quotidiano, la vita e ciò è davvero splendido!

Luigino