Diario di Bordo: tappa n. 63

La sessantatreesima tappa del Diario di Bordo vede oggi salire in “navicella” Leo Di Bonaventura, atleta della nostra Serie C ed allenatore della nostra Serie D maschile. La passione di Leo per il volley può essere definita innata: sin da piccolissimo si è ritrovato in palestra, poiché il papà allenava in una società pallavolistica di Fermo, così ha provato a giocare e non ha mai smesso! All’età di 14-15 anni è entrato a far parte del Mondo M&G, un Universo che vedeva con gli occhi a cuoricino, esordendo e giocando, poi, anche in Serie A. Dopo aver vissuto qualche esperienza altrove, quest’anno è tornato sia in veste di atleta che di allenatore e l’ha potuto confermare: l’M&G è ancora il suo posto del cuore e lo sarà sempre! Oggi ci racconta come ha iniziato a giocare, qual è stata l’esperienza pallavolistica più “magica” di sempre, come vede il Mondo M&G, come vive questa stagione, come i suoi studi sono collegati al volley e molto altro ancora. Siete curiosi di scoprire tutto ciò che vuole svelarci? Bene, ed allora … Three, two, one… ignition!

 

Leo: l’M&G, il mio posto del cuore

Caro diario,

sai che la passione per la pallavolo è nata quando ero piccolissimo? Già a 4-5 anni, infatti, stavo in palestra sia frequentando i corsi di Minivolley sia poiché mio papà si occupava di una società di pallavolo femminile a Fermo. Ero perciò tutti i giorni lì per tantissime ore: sono cresciuto guardando gli allenamenti (maschili e femminili) poi diventando più grande ho partecipato anche a qualcuno di esso. Piano piano da passatempo preferito è diventato il mio Sport, il mio Universo; sicuramente l’impronta e l’impulso avuti da casa (papà giocava così come mia sorella) sono stati determinanti. Sin da piccolo ho sempre respirato l’amore, la passione grandissima per il volley e tutto ciò che lo circonda.
Ho svolto le giovanili a Fermo fino ai 14-15 anni poi ho deciso di andare via; beh devi sapere che vedevo il Mondo M&G con gli occhi a cuoricino: già in quella società c’era un campionato nazionale ed il settore giovanile era sempre un passetto avanti rispetto a noi che giocavamo a Fermo. Nell’Universo M&G potevi ambire, facendo il massimo e qualora lo meritassi, di scalare di categoria (a Fermo vi era solo la Serie C mentre a Grotta c’era la Serie B salita poi quell’anno in Serie A). Perciò mi sono subito innamorato di quel magico Mondo prima da fuori poi, una volta entrato a farne parte, ancora di più da dentro: l’ambiente era fantastico, come una vera e propria famiglia, lo sguardo ed il sorriso di chi incontravi sia negli spogliatoi sia in palestra, anche di persone venute solo a vedere la partita o l’allenamento, erano unici. Mi sono sempre trovato benissimo nella M&G poi ho giocato un paio di anni fuori perché credevo mi servissero per capire, confrontare realtà anche vicine. Tornando in questa stagione mi sono reso conto che vedo ancora il Mondo M&G con gli occhi di quando avevo 14-15 anni: un Universo stupendo; è bellissimo farne parte, ti dà tante, tantissime soddisfazioni! Certo, come in tutti gli ambienti, ci sono sicuramente gli spunti per poter fare meglio ma ciò vuol dire proprio che si lavora nell’ottica e nella prospettiva giuste per migliorarsi sempre più!


A tal riguardo, vuoi sapere come sono tornato nella M&G? È successo che quest’estate parlando con Massimiliano (Massi) Ortenzi mi ha proposto di guidare la Serie D (squadra di giovani di 17-18 anni) e mi sono subito interessato; l’anno scorso avevo allenato un team femminile (un gruppo sempre giovane più o meno della stessa età) ma mi sono reso conto che avevo meno stimoli rispetto alle stagioni passate perciò ho pensato “Perché non buttarmi nel maschile?”. Stavolta lo stimolo è stato grande nel vedere e prendere per mano questi ragazzi in una fase delicatissima perché nella pallavolo di oggi quell’età è abbastanza avanzata per poter capire con chi fare un discorso di un certo livello (di crescita), con chi fare prima un altro tipo di lavoro e così via. Poter seguire dei giovani promettenti (tutto il gruppo ha delle grandi potenzialità) è un vero onore; non posso che essere fiero e grato della fiducia riposta in me! Incluso nel pacchetto ihih vi è stata la proposta di far parte, come atleta, della Serie C che, tra l’altro, sarebbe risultato comodo incastrando i vari allenamenti. Effettivamente anche come giocatore ero arrivato ad una fase in cui avevo pochi stimoli; avevo poi raggiunto un traguardo dal punto di vista degli studi per cui mi sembrava giusto concentrarmi più su di essi. Anno scorso avevo giocato in Serie B, un bel campionato, però questa stagione era giusto fare un passo indietro e, felice, ho accettato la proposta di Massi! Mi sono messo quindi a disposizione di una squadra in cui vari ragazzi sono giovani e quindi possono e devono crescere … la Serie C è molto utile in tal senso, poi ci siamo noi che abbiamo qualche anno in più con esperienza (degli atleti sono anche più grandi di me). L’auspicio è di aiutare questi ragazzi promettenti facendo sempre gruppo e sentendoci coesi!! Non posso, perciò, far altro se non ringraziare Massi che ha trovato i punti cardine in cui potermi inserire in questa meravigliosa stagione!


A proposito di annate speciali, vorrei raccontarti un’esperienza magica che ho vissuto con la M&G: si tratta del mio esordio in Serie A! Avevo poco più di 18 anni, quell’anno c’era con noi Centelles Rosales Hiroshi, ragazzo cubano con cui condividevo la camera in trasferta; il giorno in cui ho esordito mi ha rasato completamente i capelli in hotel con la macchinetta! Questa cosa mi è rimasta in mente ihih; oggi i “premi” per l’esordio sono un po’ più cattivelli (ad esempio ti tagliano i capelli e lasciano il ciuffo oppure ti fanno biondo) invece lui si era limitato a rasarmi (che poi d’estate qualche volta andavo così) perciò ho apprezzato la bontà d’animo ihih. È stata una cosa che ricordo sempre come simpatica, divertente che tutti i più piccoli vivono quando esordiscono in una categoria importante. Quelle sicuramente sono state le stagioni più belle: tre anni magici che ho vissuto con la Serie A della M&G in cui sono cresciuto tanto!

 


Tornando a Leo di oggi, devi sapere che il 15 Novembre 2023 mi sono laureato in Fisioterapia; la Fisioterapia è uno dei miei interessi, delle mie passioni maggiori che mi affianca anche al volley. Ho avuto la fortuna di aver scelto un percorso di studi che dalle Superiori all’Università mi è sempre piaciuto quindi sono contentissimo di averlo svolto con grande spirito di sacrificio anche perché gli anni centrali erano quelli in cui giocavo in Serie A quindi l’Università è stata tosta però ne vado davvero fiero! Attualmente ho iniziato anche a lavoricchiare: ecco il passo indietro di cui ti parlavo legato a Leo “giocatore” facendo i conti con Leo “adulto”.
La cosa più bella comunque per me è stare in palestra (l’unico luogo dove mi sento veramente a mio agio, me stesso e ciò è successo sin da quando ero piccolo): sono felicissimo di aver saputo legare il lavoro alla mia passione; è ciò che chiunque si augurerebbe nella vita!

Leo