M&G dalla A alla Z: F come Futuro

M&G dalla A alla Z, l’alfabeto dei valori in gioco
F come FUTURO

Negli anni 1995-2000, in cui Grottazzolina militava in Serie A2, portavo sempre i miei ragazzi (tra cui c’erano Massimiliano e Rossano, ma anche Mattia, Valerio e tanti altri) a vedere le partite dell’allora Videx. E’ importante per un giovane avere degli idoli cui ispirarsi. C’era rivalità tra i settori giovanili di Montegiorgio e Grottazzolina, ma anche grande rispetto tra me e Angelo Paci, che si occupava più di altri dei giovani a Grottazzolina. Quando Mattia (Minnoni) passò a Grottazzolina in cambio di qualche spicciolo (parliamo del 1998, c’erano ancora le lire) e di 20 palloni, lì ci fu il primo simbolico seme di ciò che poi è stata la M&G. Un giovane, in quel momento tra i più interessanti del Montegiorgio Volley, permea Grottazzolina; 20 palloni fanno il percorso inverso rimbalzando sul taraflex (che al tempo nemmeno esisteva) di Montegiorgio. Nello sport non possono esistere barriere quando si parla di giovani, dobbiamo essere bravi a costruire ponti. Quello fu un primo mattoncino, la M&G è invece stata artefice della costruzione del ponte vero e proprio, prima tra Montegiorgio e Grottazzolina e poi, negli anni, anche verso altri paesi del territorio. Questo, e mi permetto di aggiungere SOLO questo, è il FUTURO. Un futuro che può essere tale solo se non si dimenticherà mai la base fondante per cui ogni sforzo va profuso, che è quella di fornire ai giovani un contesto ideale per fare sport di alto livello. Se decidi di mettere “Scuola di Pallavolo” nella ragione sociale stessa del club, significa che ogni tuo sforzo deve anzitutto essere direzionato verso quel obiettivo lì e poi, solo poi, pensare al resto: alla Serie A, alla Superlega o alla Coppa dei Campioni. Se nasci per quello, poi non puoi più dimenticartene, è una sorta di patto sociale o etico. Se il tuo budget totale di spesa è un milione di lire, e butto lì una cifra volutamente simbolica e nostalgica, e di questo milione il 50% (percentuale casuale) serve per settore giovanile e minors, ecco che per la “prima squadra” devi farti bastare il resto. E se non è sufficiente? Pazienza, scendi di un gradino, ma il resto non si tocca, perché fare diversamente significherebbe cambiare “ragione sociale” (che in questo caso non è un termine che indica meramente il nome dell’azienda, ma è la somma di “ragione” + “sociale”). Fare diversamente significherebbe snaturarsi. Fare diversamente significherebbe diventare “solo” un club di Serie A dal punto di vista della classifica. Ma c’è anche un altro modo di essere un club di Serie A, e M&G Scuola Pallavolo può esserlo, anzi SA esserlo, anche e tranquillamente senza schierare una propria squadra in Superlega. Quello è un premio, un sogno. Tutto il resto dev’essere solida realtà. E so per certo che finché ci saranno Rossano, Massimiliano, Claudio, Valerio, Ferdinando e tutti gli altri ragazzi, o “ex ragazzi” (da settantenne mi perdoneranno la battuta) che ho conosciuto in questi anni, da questo punto di vista si può stare sicuri. Perché se è vero che il futuro è sempre un po’ figlio del passato, della storia e di ciò che è stato, è altrettanto vero che il futuro è oggi, e che questo non può e non deve dipendere da una vittoria o da una sconfitta.

Giancarlo Fagiani – Insegnante di educazione fisica in pensione, presidente e fondatore del Montegiorgio Volley, ha introdotto al volley centinaia di ragazzi nel corso di decenni, e ha formato e appassionato, tra questi, Rossano Romiti (oggi presidente M&G), Massimiliano Ortenzi (oggi allenatore e direttore tecnico M&G) e altri membri del direttivo, dello staff e collaboratori del club.