M&G dalla A alla Z: H come Hate speech

M&G dalla A alla Z, l’alfabeto dei valori in gioco
H come HATE SPEECH

Con hate speech, o “discorso d’odio”, si intendono tutte quelle parole e quei messaggi che alimentano violenza, odio o discriminazione contro una persona o un gruppo di persone. Come ricordano anche le Linee guida del Consiglio d’Europa, rientrano in questa categoria tutti i messaggi che denigrano o attaccano qualcuno sulla base di caratteristiche personali reali o attribuite, come la razza, il colore della pelle, la lingua, la religione, la nazionalità, l’origine etnica, l’età, la disabilità, il sesso, l’identità di genere e l’orientamento sessuale.

L’hate speech non è solo un insulto o uno sfogo verbale: è un discorso che ha conseguenze concrete sulla vita delle persone, perché crea ostilità, esclusione e, nei casi più gravi, un pericolo reale per chi lo subisce. Nel contesto sportivo, questo fenomeno si manifesta anche sui social network, dove i messaggi offensivi verso atleti/e, allenatori o arbitri sono frequenti e talvolta molto pesanti. Insulti, offese e prese in giro possono compromettere la concentrazione, la motivazione e il benessere psicologico di chi li subisce, fino a incidere sulla performance, sull’autostima e sul senso di sicurezza.

Contrastare il hate speech significa, in ambito sportivo, promuovere un linguaggio rispettoso e consapevole, dentro e fuori dal campo. Le parole contano: possono costruire fiducia e inclusione oppure alimentare tensioni e discriminazioni. Nello sport, dove il fair play è la regola fondamentale, gli insulti non hanno spazio. Il Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport di Parole O_Stili [che la M&G Scuola Pallavolo ha sottoscritto oramai da tempo] ricorda che l’aggressività verbale è debole, vigliacca e incivile: competere significa confrontarsi lealmente, senza aggredire.

Scegliere le parole con cura è un atto di responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso il gioco stesso. Significa ricordare che ogni persona ha diritto a sentirsi rispettata, accolta e valorizzata. Ogni atleta, allenatore, tifoso o spettatore può contribuire a creare un ambiente positivo, scegliendo parole che incoraggiano, motivano e includono, anziché dividere e ferire.

Barbara Laura Alaimo – Pedagogista, counselor e orientatrice professionale. È formatrice di Parole O_Stili e fa parte della sua Academy. Ha incontrato il mondo M&G in uno degli appuntamenti del Festival SportivaMente e in quell’occasione è stato firmato, dalla società, il Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport di Parole O_Stili